Dissertazioni

lunedì 11 ottobre 2010

Il paradosso di Zenone, Achille e la Tartaruga.




Lo chiamavano Achille piè veloce perché a correre, si dice, neanche il vento riusciva a stargli dietro.
Lo chiamavano Achille piè veloce ma nonostante che era così veloce come dicono proprio lui, un giorno, una gara l’avrebbe persa  e non con uno più veloce di lui (che uno più veloce di lui non esiste) ma con uno che è andato sempre e sempre andrà molto meno veloce che lui, come quel giorno.

Per via di una certa questione di mezzi tempi e mezzi spazi.
Dicotomia.

Praticamente, proprio mentre sta correndo ZACK, DICOTOMIA… e la strada, il percorso, si divide in due e lui, Achille, può fare solo una metà della strada e quando la fa, questa metà - ZACK - si divide di nuovo in due. E così può fare un’altra metà. E di metà in metà la distanza che lo separa dalla Tartaruga sarà sempre più piccola, sempre più piccola, ma non si annullerà mai.

E arriverà dopo, Achille piè veloce, dopo della Tartaruga che veloce mica ci va, anzi, non ci va proprio per niente.

Lo chiamavano Achille piè veloce… ma pe colpa di sta Forbice che gli taglia la strada (così me la immagino sta dicotomia) quel giorno non riuscì ad arrivare manco prima della Tartaruga.

Così si dice. Giuro.

(Devotchka - El Zopilode Mojado)